Sulla regolamentazione dei sistemi di videosorveglianza ci si è interrogati più volte, ora è intervenuto il Garante per la Protezione dei dati personali che nel mese di dicembre ha pubblicato un vademecum sulle domande ricorrenti e, facendo chiarezza, ha messo la parola fine (almeno per il momento)  sulla questione, di cui si rimanda a più approfondita lettura tramite il link:  https://www.garanteprivacy.it/faq/videosorveglianza

Con il presente articolo si cerca di sintetizzare per punti quelli che sono stati i rilievi più importanti sugli impianti di videosorveglianza, focalizzando il nostro interesse in particolar modo sugli impianti installati presso i luoghi di lavoro e le regole da seguire punto per punto.

  1. INSTALLAZIONE AMMISSIBILE SUI LUOGHI DI LAVORO? Non vi è di diritto alcuna limitazione alla possibilità di installare impianti audiovisivi presso il luogo di lavoro, purchè tale installazione serva per prevenire possibili furti in azienda e non sia lesiva della riservatezza del lavoratore non diventando una forma di controllo per il datore di lavoro.
  2. QUANDO SI PUO’  EFFETTUARE LA REGISTRAZIONE? L’attivazione dell’impianto di video registrazione al fine di prevenire possibili furti all’interno dell’azienda è possibile al di fuori degli orari lavorativi al fine di garantire che il lavoratore possa espletare le proprie mansioni senza subire alcuna pressione o forma di controllo. E’ possibile l’attivazione delle telecamere anche durante l’orario lavorativo al fine di prevenire furti, purchè la telecamere non inquadri il lavoratore mentre svolge i propri compiti, ma sia fuori dal campo dell’inquadratura della video camera.
  3. SEGNALAZIONE DELL’IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA. Al fine di garantire il più alto tasso di consapevolezza sia dei dipendenti che degli utenti, il datore di lavoro è obbligato ad esporre in luoghi visibili e prima di entrare nell’azienda la cartellonistica che manifesti la presenza di un impanto di video sorveglianza all’interno della struttura. Tale cartellonistica ha la funzione di informare gli utenti ed i dipendenti con i medesimi effetti delle informative. Sul punto si veda il modello semplificato del cartello di video sorveglianza realizzato dall’EDPB che si è riprodotto sulla sinistra.
  4. QUALI SONO I TEMPI DI CONSERVAZIONE DELLE IMMAGINI? Sui tempi di conservazione delle immagini, seguendo il principio europeo di responsabilizzazione del titolare del trattamento quest’ultimo in autonomia dovrebbe stabilire in accordo con il principio di privacy “by design” i tempi di conservazione. Certo è che la finalità di prevenire furti fa si che dalla registrazione alla conoscenza dell’eventuale furto intercorre un lasso di tempo e breve e, pertanto, seguendo anche quelle che sono in generale le prassi anche nella pubblica amministrazione il tempo solitamente ritenuto congruo alla conservazione delle immagini è di 7 giorni. Il titolare potrebbe stabilire un tempo superiore di conservazione in autonimia o qualora l’autorità giudiziaria lo disponga per legge.
  5. PERCHE’ E QUANDO E’ FONDAMENTALE LA VALUTAZIONE D’IMPATTO SUGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA? La valutazione d’impatto del sistema di video sorveglianza è un attività che il titolare del trattamento di concerto con il Data Protection Officer nominato che emette un parere, effettua in determinati casi, in particolare, quando il sistema di sorveglianza sia dotato di un’intelligenza artificiale che permetta la rilevazione di eventuali illeciti e segnalarli presso le competenti sedi oppure nel caso in cui la video sorveglianza sia installata in luoghi accessibili al pubblico e, quindi, potenzialmente siano trattati dati su larga scala oppure nei casi stabiliti dal Garante per la Protezione dei Dati Personali https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9058979.

E se avete ancora dubbi non esitate a contattarci per avere ulteriori approfondimenti.